altri giorni felici

Locandina altri giorni felici

ALTRI GIORNI FELICI
PremioE.T.I- Gli Olimpici del Teatro 2006
di Claudio Remondi
con
Claudio Remondi
Davide Savignano

Scena e Regia di Riccardo Caporossi

“Giorni Felici” fu il primo lavoro teatrale con il quale Claudio Remondi e Riccardo Caporossi iniziarono la loro collaborazione nel 1970. Mai rappresentato in presenza di pubblico per un divieto (da parte dell’avente diritto del testo di Beckett in Italia) a concedere il permesso di rappresentazione adducendo che un uomo (Claudio Remondi, unico interprete) non poteva comprendere i problemi di una cinquantenne. Come se Beckett avesse scritto “Giorni Felici” per dare sfogo alle monomanie di una donna ormai matura e non a considerare la constatazione senza uscita di tutti quei momenti nei quali l’uomo è portato inesorabilmente davanti a se stesso. L’uomo, quell’essere umano che abbiamo creduto entità singolare per ricomporre Lei e Lui, Winnie e Willie, il loro tempo e il loro spazio, senza sentire affatto il bisogno di comprenderli avendo potuto conoscerli soltanto poco, sufficiente per sprofondare nelle seguenti interrogazioni: Avete mai ascoltato il dolore di Winnie attraverso una voce maschile? Avete mai sentito ridere Winnie, ripercorrere la memoria di Lei attraverso la memoria di Lui? L’ossessione del gesto, della parola, del pensiero ritornante mediante il gesto, la parola, il pensiero di un uomo? Quella a finale che si esplicita senza alcuna forzatura nel delirio di una grande interpretazione a prova d’uomo?
Da quel rifiuto ebbe origine il nostro singolare e originale percorso teatrale. Rem & Cap lo hanno riproposto dopo trentacinque anni di attività con lo stupore di un gesto quotidiano, indicativo di una stupefatta visione della condizione umana. Di nuovo bloccati. Repressa quella e questa: la stessa libertà. Per lo stesso motivo, quale? Siamo convinti che le creazioni di Samuel Beckett non abbiano bisogno di essere protette da chiunque in quanto vivono in assoluto, nel tempo e nello spazio, nel pensiero e nell’animo umano, sfuggendo a qualsiasi controllo di esclusiva pratica legale.
Personalmente ci scusiamo per aver turbato con la nostra richiesta comunque chiara, legittima e onesta, la posizione incrollabile dell’avente diritto quali tutori e difensori in quanto possessori di ciò che Samuel Beckett ha offerto all’umanità intera.
A distanza di alcuni mesi, dal nuovo rifiuto, a quei “GIORNI FELICI” si aggiungono “ALTRI GIORNI FELICI”: memorie, lampi, suggestioni, guizzi di una realtà empirica, infranta tra il passato che si ripropone nel ricordo e la ripetizione di un gesto, di una frase, di una parola lasciata ad un prossimo essere umano che ancora deve vivere. Altri giorni felici che ripropongono ed interpretano per la loro natura enigmatica l’essenza “tragica” della condizione umana. Una confessione tra il Novecento e il nuovo Millennio.

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