richiamo

Locandina richiamo
RICHIAMO
scritto e diretto
da
Claudio Remondi e Riccardo Caporossi
Interpretato:
Alessandra Guazzini e Alessia Spinelli
Durata 1h 10 m

“RICHIAMO” è il primo spettacolo (1974) con il quale Claudio Remondi e Riccardo Caporossi sono stati conosciuti iniziando a dare forma ad una singolare scrittura scenica e al loro originale linguaggio teatrale.
E’ stato rappresentato per più di venti anni sia in Italia che all’Estero.
Ora, curandone la regia e l’allestimento, Remondi & Caporossi trasmettono e affidano lo spettacolo a due giovani attrici: Alessandra Guazzini e Alessia Spinelli.
“RICHIAMO” viene proposto per una eventuale programmazione.


Richiamo è lo spettacolo con il quale Claudio Remondi e Riccardo Caporossi dopo l’esordio di “SACCO” hanno confermato la singolare scrittura scenica e il loro originale linguaggio teatrale.
E’ stato rappresentato per più di venti anni sia in Italia che all’Estero.
Ora, curandone la regia e l’allestimento, Remondi & Caporossi trasmettono e affidano lo spettacolo a due giovani attrici: Alessandra Guazzini e Alessia Spinelli. Trasponendone il tema del lavoro in una versione al femminile.

E’ una macchina a costruire il perno dello spettacolo.
Gli attori attraversano lo spazio davanti al pubblico al servizio della macchina che loro stessi costruiscono e fanno funzionare: sono due ruote dentate collegate da un asse, che scorrono su una serie di tutti inseriti nella scanalature di due coppie di supporti lignei.
Un estenuante moto perpetuo manuale. Rispettivamente gli attori continuano a predisporre i pezzi del meccanismo consentono così il perpetuarsi dell’azione. Il ritmo implacabile di questi gesti gratuiti è costellato da una serie ininterrotta di trovate laterali, che portano solo il segno della fantasia, ma quello di un divertimento imprevedibile e trascinante.
Itinerario angoscioso ed esilarante che nella monotona ripetizione dei gesti (ma con diverso ritmo) rimanda alle ormai classiche immagini dello chapliniano Tempi Moderni.
Si può individuare in “RICHIAMO” una metafora di alienazione a tutti i livelli: materiale, morale, ideale, religiosa.
Il lavoro, la catena di montaggio, la società industriale sono i riferimenti reali.
E’ un processo impietoso alla civiltà delle macchine, un richiamo alla coscienze-robot di oggi che a distanza di 30 anni dal suo debutto torna con tutte le sue implicazioni a riproporre immagini della condizione umana.

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