AIÒN

Aiòn
scritto e diretto da
Riccardo Caporossi

Interpreti: 20 attori

anno di produzione: 2001 PROGETTO “GIOVANI E VECCHI: l’Utopia di Rem & Cap”

Aion nasce da un progetto triennale di laboratorio “Giovani e vecchi- l’Utopia di Rem & Cap”
Aiòn prende spunto da alcune riflessioni, bozzetti, periodi, parole; brevi frammenti lasciati da Eraclito, filosofo greco che ha espresso nella frase “tutto fluisce” la sua fede nell’universale trasformazione e , nella mescolanza dei contrari, l’armonizzazione di opposte tensioni. C’è una unità nel mondo ma è una unità risultante dalla varietà. “Le coppie sono al tempo stesso cose intere e cose non intere, ciò che è unito e ciò che è separato, l’armonico e il discordante ” .
Lo spettacolo sono frammeti scelti da cinque sezioni che raccolgo il pensiero di Eraclito su: “Volgo”, “La via alla Verità”, “Gli opposti e l’uno”, “Il cosmo”, e “L’uomo”.


Aiòn deriva da un termine che per i Greci, nel significato pre-filosofico, è il corso della vita dell’uomo, il tempo della vita con tutto il suo contenuto.
Aiòn è un termine che ci proviene da Eraclito e proprio alcuni dei suoi “frammenti” sono fonte ispiratrice per il pensiero che è alla base dello spettacolo.Il lavoro prenderà spunto da alcune riflessioni, bozzetti, periodi, parole; brevi frammenti lasciati dal filosofo greco che ha espresso nella frase “tutto fluisce” la sua fede nell’universale trasformazione e, nella mescolanza dei contrari, l’armonizzazione di opposte tensioni. Eraclito attribuisce il termine aiòn (cioè “corso del mondo”) al Fuoco, elemento in cui vede la forza sistematrice dell’ordine universale. Un concetto di Fuoco che si deve pensare come valore logico, reale nel binomio Luce-Tempo. Binomio che entra a far parte della struttura dello spettacolo. La Luce illumina l’ordine composito della sequenza delle azioni. Il Tempo (personaggio reale sulla scena) controlla e misura il fluire delle azioni. Viene avanti con passi lentissimi la ragazza con la veste corta. Intorno altre figure cercano di coinvolgerla in giochi d’infanzia, le acconciano i capelli, vorrebbero trattenerla, la sfiorano, la carezzano prodigandole affetti anche materni. Lei, con dolce e sereno sorriso, imperturbabile cammina. Uomini la corteggiano, la baciano furtivamente. Una figura familiare scaccia quelle insidie, la protegge. Lei scivola via, imperturbabile cammina ma il dolce e sereno sorriso si tramuta in una turbata espressione del viso. E mentre viene avanti la veste scende impercettibilmente coprendo le gambe e si ancora a terra come un guscio. Uno sguardo indietro, lontano, a ritrovare la bambina con la veste corta. E in quel lento avanzare della ragazza, in quel suo voltarsi indietro a salutare l’immagine della bambina che era, il Teatro fa del tempo reale il tempo della vita con tutto il suo contenuto. E’ il tempo della vita di un “uomo”. Lo spettacolo rappresenta il cammino dell’uomo attraverso i passaggi rituali della vita dalla fanciullezza alla maturità; prima al femminile poi al maschile. Da queste due entità, che vanno a completare l’essenza dell’uomo, l’azione prosegue cercando di mostrare quegli aspetti che possono orientarci e farci riflettere sulla condizione umana. Da questo breve appunto sarà sviluppata una azione teatrale unitaria e una scrittura drammaturgia direttamente sulla scena. Una autonoma e libera invenzione che terrà conto del contributo dei partecipanti per valorizzarne le qualità espressive.

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