BOSCO

BOSCO
di Claudio Remondi e Riccardo Caporossi
Anno di produzione: 1983

Un albero in mezzo alla scena.

L’intorno è cupo e impenetrabile: l’ombra profonda del bosco.

Due omini nel bosco: tutti e due son lì per rappresentarlo, un poeta, l’altro pittore. Ogni pulsazione dell’intorno glissa in suoni. L’ombra profonda del bosco genera creature che portate dal suono, articolano canti. Non raccontano ma dicono l’imprevedibile e agli occhi chiusi saranno mostrarsi.
Fate o strega che siano, la loro voce è l’inquieto ritmo della natura. La loro dimensione di tempo e spazio è rappresenta da un vorticoso fogliame stampato sui loro corpi che li sfrangia in lembi di seta dipinti.
Il disegno di foglie si tramuta, per la sola tinta, in acqua e fuoco. L’incontro dei due con le tre creature è un semplice gioco di immaginazione, un semplice scherzo.
Non solo l’immaginazione ma anche la materia vuole la sua parte. E così il bosco produce pali; sono quadrati, ben piallati.La materia si ribella tra le mani dei due, li costringe a frenetiche corse e li tortura provocando un ironico balletto…si placa nella forma e si anima solo nel canto.
Attraverso fessure i due si giocano le loro emozioni, solitari, da poeta e da pittore.


Note di regia

La favola del bosco.
Bosco è un’ allegoria sulla cupidigia umana: l’uomo cerca la bellezza e, quando la trova vuole tenerla solo per sé, privandone gli altri e, alla fine, se stesso.
Due boscaioli segano un albero in un bosco incantato. Il primo sortilegio è che essi potranno vedersi, soltanto attraverso lo spazio del taglio del tronco. Ogni incontro che avviene al di fuori di quella fessura culmina in dispetti e baruffe.
Ad aumentare i contrasti giungono le ninfe del bosco che, con innocente malizia, si mostrano ad uno dei due uomini. Questi invaghitosene, fa di tutto per poterle incontrare ancora. Ma le fanciulle compaiono e scompaiono, inafferrabili, finché con una nuova magia decidono di mostrasi ad entrambi i boscaioli.
Estasiati da tanta bellezza, i due uomini cercano a loro volta di ammaliare le ninfe. Alal fine riescono a confonderle, fingendo un gioco di abilità con lunghi pali di legno che servono, invece, a costruire loro una prigione. Con la libertà, le ninfe perdono magia e fascino.
I due boscaioli capiscono allora di aver preso proprio ciò che cercavano e, finalmente solidali, costruiscono per le fanciulle una meravigliosa casa volante, un uccello, cui le Ninfe doneranno la parola con il loro canto.

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