SPÈRA

SPÈRA

Scritto, diretto ed interpretato da:

Claudio Remondi e Riccardo caporossi

anno di produzione: 1985


Un sipario rosso si gonfia, premuto da una forma rotonda. Si squarcia. Dietro, una sfera d’argento sospesa su una scala. Dentro forse c’è un uomo, si vede il suo cappello, si vedono le sue scarpe. La sfera si divide in due semisfere, anche l’uomo è dimezzato, uno sale, l’altro scende. Una volta scissa in due la sfera si ricompone. Da ognuna delle due metà escono cose: fazzoletti, cappelli, spruzzi. Gli omini con le scarpe e i cappelli si inseguono, si fuggono, si perdono, navigando dentro la sfera.

Avverrà mai il ricongiungimento? Una, dieci, cento, mille sfere fioriranno, sollevandosi in cielo in una serie infinita. Sono tutte uguali le sfere, infinite e ciascuna da sola.


Note di regia:

uno sforzo di immaginazione, un sogno lucido, un salto cosciente nell’illusione di vivere in un mondo popolato da tanti me stesso,da una folla di me. Il deserto.

Me, parte di me, metà sopra, metà sotto, sempre io, diviso, scisso come un atomo, esplosione di atomi, illusione di fantasia, volo immobile dentro di me, fuori di me.

Proliferazione di un mondo, in una sfera che si riproduce come il mio sogno, come i nostri sogni, che si compone come la mia disillusione di ognuno.

Sono solo, divento tanti, mi ritrovo solo.

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