Mendel

Museo MAXXI Galleria 5

16, 17, 18 ottobre 2012 spettacolo per le scuole;
19, 20, 21 ottobre 2012 spettacolo per il pubblico;
19 ottobre IL CAMMINO DEGLI INVISIBILI

prove aperte laboratorio, per i visitatori del maxxi, dal 12 settembre al 8 ottobre ore 15.00 – 19.00
spettacolo dal 16 al 21 ottobre 2012
16,17,18 ore 11.30
19 ore 20.30
20 ore 20.30
21 ore 17.30

scrittura scenica Riccardo Caporossi
produzione Club Teatro Rem & Cap Proposte
con Daria Deflorian, Vincenzo Preziosa, Riccardo Caporossi e Margherita D’Andrea, Andrea Cardinali, Alessandro Caruso, Giada Oliva, Raffaele Vermiglio, Giorgio Volpe, 2
giocatori di biliardo Riccardo A. Ballerini e Antonio Tiberi
2 giocatori di scacchi Claudia Brancadoro e Daniele Caporossi
6 persone-personaggi
luci: Nuccio Marino
Collaborazione tecnica Emiliano Marini
Organizzazione Gloria Caporossi

progetto a cura del Dipartimento Educazione del MAXXI

Non è un caso che proprio al MAXXI, il Museo nazionale delle arti del XXI secolo, luogo di incontro e commistione tra le diverse espressioni della creatività contemporanea debutti in prima nazionale, il prossimo 19 ottobre, il nuovo lavoro di Riccardo Caporossi, Mendel, prodotto dalla storica coppia del teatro di ricerca in Italia, Rem & Cap Proposte.
Il lavoro prende spunto da un breve racconto di Stefan Zweig, Mendel dei libri, la storia di un uomo che forse non ha letto tutti i libri, ma tutti li conosce. Un eccelso e superbo collezionista di un mondo parallelo. Un mondo di carta per una figura disegnata con un filo di matita, cui si sovrappone la stesura compatta della sagoma di Solingo (personaggio-maschera inventato e interpretato da Riccardo Caporossi).
Mendel è un bibliomane che vive in un caffè di una città, soltanto per i suoi libri. Come casa un tavolo. Non compare mai sulla scena. Due personaggi ne evocano la presenza e ne ripercorrono da testimoni la storia: il signor Z. e la Custode della toilette, mentre nella galleria 5 del MAXXI trasformata in una “metafisica” Sala Giochi, interagiscono due giocatori di biliardo, due giocatori di scacchi, sei giovani camerieri che stanno provando una recita sul tema della guerra.
La composizione scenica tende all’essenziale: un biliardo con la sua lampada, un tavolo quadrato sotto cui si accalcano pile di libri, una figura umana evocata da un paio di scarponi a terra e una cappello sulla verticale. Appeso a un chiodo, un grande cappotto con le tasche piene di libri.

Lo spettacolo debutterà in prima nazionale al MAXXI venerdì 19 ottobre alle ore 20.30 nella scenografica galleria 5, al terzo piano del museo, pensata da Zaha Hadid proprio per ospitare eventi live. Repliche sabato 20 (ore 20.30) e domenica 21 ottobre (ore 17.30). Il 16, 17 e 18 ottobre, alle ore 11.30, sono previste rappresentazioni riservate alle scuole.

PROVE APERTE AL MAXXI:

Lo spettacolo sarà preceduto, a partire da martedì 11 settembre fino al 14 ottobre (tutti i giorni dalle 14:00 alle 19:00, orario di chiusura del museo), da laboratori/prove aperte. I visitatori del museo potranno così scoprire, tra installazioni e opere d’arte contemporanea, uno spettacolo nel suo farsi, che assume ogni giorno una forma più compiuta.

IL CAMMINO DEGLI INVISIBILI

In collaborazione con Teatro Valle Occupato
Venerdi 19 ottobre 2012, prima dello spettacolo
E’ una installazione/performance, ideata da Riccardo Caporossi, che prevede un “cammino” dal Teatro valle al MAXXI, passando per Piazza del Popolo. Artisti, persone comuni, turisti si alterneranno lungo il tragitto, come in una staffetta, nel trasporto di una moltitudine di scarpe: su un vassoio tenuto in mano o fatte “camminare” a terra su una guida. Sono proprio queste scarpe ad evocare gli invisibili: persone comuni inermi di fronte a un sistema che le vessa, emarginati, anonimi morti di guerra.
Spiega Caporossi: “Titolo emblematico che evoca scomparsa, sottrazione, assenza. Il suo posto è lì ma lui, il corpo, è già andato via. Resta solo una traccia: le sue scarpe; una moltitudine di scarpe. Scarpe come attori di una azione muta, sospesa tra la nullità del corpo e la sua emblematica evocazione; storie, pensieri, conflitti e la necessità di una sua ricollocazione in uno spazio-universo a cui appartiene”.

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